CESARE: Sono già diverse volte che Riki Federici viene qui a fare la solita chiacchierata sulle ultime produzioni Tropo Records
RIKI: Sì, saranno quattro o cinque volte, credo.
CESARE: Sì, l’ultima volta è stata circa un anno e mezzo fa. Comunque, periodicamente la Tropo Records sforna materiale nuovo. Tra l’altro avete parecchio materiale che ancora non si sa se uscirà.
RIKI; Sì. Qualcosa è giù pronto sotto l’aspetto dell’audio, ma manca ancora la confezione. Qualcosa magari sarà pronto tra qualche mese, ma è sempre il solito discorso di tirare assieme i soldi e i tempi necessari per fare uscire.
CESARE: A proposito di soldi, volevo farti una domanda. Ho visto che avete preparato un LP in coabitazione con gli Hellekin Mascara, che è un gruppo della provincia di Crema. E’ un LP che si intitola “Il verso del vinile” con una facciata occupata dagli Hellekin Mascara e una facciata occupata da voi, Angioletti Trio. I costi per la produzione di un LP oggigiorno quali possono essere?
RIKI: Questi sono stampati in Repubblica Ceca, è il prezzo migliore che abbiamo trovato, abbiamo speso in totale 1460 € per 500 copie, quindi più o meno il costo è quello perché ho visto anche altri gruppi, ad esempio i 59ers di Pescara, anche loro stesso numero di copie, stesso formato, stesso prezzo. Invece qua in Italia costa un po’ di più, perché per lo stesso discorso si arriva sui 2000 €, per esempio a Milano. Quindi consiglio a chi vuole farlo di rivolgersi in Repubblica Ceca, anche in Austria ci sono dei buoni prezzi. La Repubblica Ceca, per quello che ne so, è la soluzione migliore.
CESARE: Angioletti Trio è composto da Frederick e Ritz Micheli e Mr. Family Man. Vogliamo riparlarne (visto che ne abbiamo già parlato gli anni scorsi)?
RIKI: Siamo appena reduci da una trasferta che abbiamo appena fatto, ed è stata divertentissima, interessantissima a Zurigo dove siamo stati a presentare questo LP e anche il fumetto “Lasem Impasse” di cui sono anche coautore. Gli Angioletti vanno avanti ormai dal 2001 e seguono sempre il loro discorso di sperimentazione, di incroci, di divertimento, di divertissement, e soprattutto di prendere vari pezzi e distruggerli e ricomporli qualvolta, soprattutto dal vivo non si sa mai cosa aspettarsi, noi per primi, infatti le scalette sono sempre buttate giù all’ultimo.
CESARE: Delle specie di jam sessions live, insomma…
RIKI: Oddio, magari jam sessions presuppone che non sai chi suona e chi non ti suona, chi si aggiunge e chi non si aggiunge, noi perlomeno sappiamo dall’inizio chi siamo e cosa più o meno suoneremo, anche se noi suoniamo sempre 6 o 7 strumenti in tre, però quello che succede è da scoprire ogni volta che suoniamo.
CESARE: Jam session nel senso di improvvisazione sonora pur sempre dentro certe coordinate.
RIKI: Sì, certi brani sono strutturati per un 50%, per il resto sono improvvisati ogni volta, altri sono completamente improvvisati, altri invece sono scritti nota per nota, però succede sempre qualcosa, ad esempio a Zurigo io mi sono completamente dimenticato un riff di chitarra, ne ho fatto un altro, gli altri suonavano la stessa cosa, però l’importante è capire dove si sta andando al momento. Suonando spesso e volentieri così ci si capisce a livello relazionale e siamo già abbastanza avanti rispetto a quello che poi succederà musicalmente.
CESARE: I brani che sono su questa facciata di LP sono tutti risuonati, cioè pezzi che erano già apparsi in altre versioni.
RIKI: Sì, “Il luttembergo volante” ha già qualche anno, così come “Missione speciale” è del 2005, “Carabinieri dello zodiaco” del 2007 e “Manganelli!” anche del 2007, “Manganelli!” tra l’altro è un pezzo che avevamo scritto per una compilation dell’anniversario per i dieci anni della Tropo Records, però suonandoli dal vivo si sono un po’ evoluti, abbiamo deciso di scegliere i pezzi che più concentravano l’idea di Angioletti Trio, visto che era il primo disco in vinile, ci interessava dare un’idea precisa di tutto il caos che gira intorno al gruppo, però con questi pezzi pensiamo di esserci riusciti.
CESARE: Spesso e volentieri tu ti diversi a rifare, rimirare, riaggiustare qua e là…
RIKI: Chi ha le varie versioni del “Luttembergo” ascolterà che comunque c’è sempre quel tipo di suono, di ricerca sonora, ma il pezzo è completamente diverso di volta in volta. Questo per dare un’idea di quello che succede dal vivo, perché poi è così. “Missione speciale”, rispetto a “Carabinieri” dove la formazione è basso-batteria-sax, qui è l’altro tipo di formazione più utilizzata dal vivo da noi, cioè clarinetto-chitarra-batteria, ed è un pezzo che abbiamo suonato spesso qualche anno fa per poi lasciarlo perdere per farne altri, ci interessava riprenderlo per riarrangiarlo nella parte centrale in vari modi e, altra curiosità, io suono un calice, suonato con l’acqua e il ditino medio. Anche indice, ogni tanto.
CESARE: Il titolo del brano “Manganelli!” è riferito a qualcosa in particolare?
RIKI: Sì perché il titolo glielo abbiamo dato proprio il giorno dell’elezione a capo della Polizia Italiana di Manganelli, non mi ricordo il nome, penso Antonio Manganelli, che ci faceva ridere, parecchio anche, che solo in Italia penso possa succedere che il capo della Polizia si chiami come l’attrezzo più utilizzato dalla Polizia.
CESARE: Adesso c’è un momento particolarmente interessante, perché c’è di mezzo il fumetto di cui accennavamo prima. “Lasem Impasse”…?
RIKI: E’ un progetto che è nato in pratica all’inizio del 2007, più o meno in quel periodo, abbiamo incominciato a sviluppare l’embrione del canovaccio, la storia, i personaggi e tutto il resto, io e un mio carissimo amico di nome Gigi, Gigi Chicchessia per il nome di pubblicazione, una volta che abbiamo definito tutta la storia siamo passati al disegno, io non disegno, disegna Gigi, quindi una volta che abbiamo definito tutto si è accollato lui tutta la parte grafica, quando siamo riusciti a finire il primo numero è uscito proprio in concomitanza con la festa per il decimo anniversario della Tropo Records, era giugno o luglio 2007. Nel prosieguo degli anni il progetto è continuato, un po’ per i riscontri abbastanza positivi che abbiamo trovato lungo il nostro percorso, le varie presentazioni, perché poi è un discorso che c’entra molto con gli Angioletti perché abbiamo deciso di impostare la presentazione dal vivo con la colonna sonora dal vivo degli Angioletti e il disegno in diretta, quindi Gigi disegna una tavola di un metro e mezzo per due, e contemporaneamente noi Angioletti gli facciamo la colonna sonora dal vivo, e questo è quello che abbiamo fatto anche a Zurigo sabato, per esempio, già che ci sono pubblicizzo il prossimo evento di questo tipo, e sarà sabato e domenica 16 e 17 maggio a Trescore. Non ci saranno gli Angioletti a suonare dal vivo, sarà pressoché solo un’esposizione-presentazione, perché il posto dove lo facciamo non ci permette di suonare dal vivo, però questo è il prossimo appuntamento, per chi fosse interessato a capire di che cosa si tratta. Perché la storia è molto complessa, si basa su vari equilibri, rapporti tra persone che si spezzano, ma dire così sembra di dire tutto e nulla, ci sono persone di potere, e persone che sono al contrario, in situazioni di non potere, è un pò complicato da dire.
CESARE: Devo ammettere che io ho questo fumetto, ho cominciato a leggerlo e non sono ancora riuscito a finirlo, sono arrivato a metà. E’ molto particolare, non è una storia semplicissima.
RIKI: Si intrecciano le storie, infatti non c’è un personaggio più importante degli altri, ci sono vari personaggi, otto, dieci, undici personaggi che si incrociano in un intreccio abbastanza particolare, poi di volta in volta la storia evolve anche nella nostra testa, che dall’idea iniziale cui ci siamo attenuti per un tot di tempo, poi ci vengono nuove idee per cui la storia viene ribaltata. E’ ovvio che bisogna seguirlo bene anche perché non è un classico album tipo quelli della Monelli, il personaggio, la storia, tutto si risolve in un numero, ecc. ecc. La nostra è una storia che potrebbe anche non finire.
CESARE: “Basualdo” è un pezzo nato come colonna sonora del fumetto?
RIKI: Esatto, perché una delle cose in cantiere alla Tropo Records è di allegare un CD al fumetto per poter ascoltare nella lettura, sempre che a qualcuno possa veramente interessare questa cosa. Nella speranza che sia così abbiamo registrato questi brani. “Basualdo” è il nome dell’ultimo personaggio inserito nel fumetto.
CESARE: Un altro dei tanti progetti della Tropo Records è Il Fumo Uccide.
RIKI: Il Fumo Uccide è giunto al suo secondo anno di vita, anche se l’ultimo anno è stato un po’ meno intenso del primo, anche se abbiamo ricominciato a suonare dal vivo un paio di settimane fa, e secondo me stiamo anche viaggiando abbastanza bene rispetto al poco che abbiamo suonato quest’anno. Abbiamo registrato un CD in maniera un po’ strana, perché abbiamo usato un mio vecchio registratore a otto tracce che registra su cassetta al cromo in uno studio di registrazione che ci ha prestato la stanza e i microfoni, ho portato tutto in digitale sul computer a casa, e poi l’altra particolarità di questo CD è la confezione. Tutte le confezioni sono fatte a mano, utilizzando tutti i miei pacchetti di tabacco rivoltati e cuciti sopra, tutte le scritte cucite a mano e i CD sbombolettati, insomma, un po’ di sbattimento, quindi le copie sono sempre piuttosto poche perché tra il tempo libero e la voglia di farne… Forse è il progetto più attivo dell’ultmo periodo della Tropo Records insieme agli Angioletti, anche noi abbiamo in previsione di registrare un disco vero e proprio verso settembre, almeno questa è la previsione momentanea, poi vedremo se dovremo posticipare ancora un po’ i tempi, vediamo un po’ anche come va l’estate, ci sono un paio di date da fare, date da confermare e poi vedremo un po’.
CESARE: In questo gruppo c’è un’altra persona che conosco anch’io…
RIKI: Sì, avevamo già parlato delle collaborazioni con Vegas aka Ciri, aka Christian, lo conoscono in vari modi, lo conoscono anche come Ramus alcuni, nel gruppo ci siamo io, Massi il bassista che è anche in altri gruppi della Tropo Records come i Grand Guignol, Quaalude e Fight Club, Bugge che è un batterista bergamasco, e Ciri o Vegas, che dir si voglia, che suona il sequencer, e utilizza dei suoni che poi magari programmo io, li utilizza sul palco dal vivo. Anche questo è un mix di varie cose. “Im-Moon-It-A” è un pezzo che abbbiamo scritto con questa formazione, “XTR” pure, mentre c’è “Cactus” che rappresenta quello che è stato l’embrione del gruppo, nato come progetto mio, neanche proprio solista, nel senso che l’idea era di fare quel tipo di musica e mi sono preso la briga di fare io un po’ tutto perché non avevo trovato elementi, tranne alcuni pezzi dove mi ero fatto coadiuvare alla batteria dal sassofonista degli Angioletti, e poi ci sono stati Massi e Bugge che mi hanno chiesto di entrare nel gruppo e ho detto “facciamolo” e siamo andati a provare e a mettere insieme i pezzi che avevo già scritto e registrato da solo. Uno è “Cactus”, che è il secondo o il terzo brano in assoluto del Fumo Uccide. In “Interface” invece mi sono fatto tutto da solo nel senso che mi sono campionato una batteria e ci ho cacciato sopra un paio di chitarre e mi sono fatto prestare ancora il fiato da Mr. Family man degli Angioletti al sassofono, e ho arrangiato e assemblato il pezzo in questo modo. E’ un pezzo abbastanza strano per Il Fumo Uccide, un po’ perché vogliamo suonare surf a mille all’ora, un po’ perché abbiamo sempre suonato hardcore e quello si sente, poi la solita sperimentazione Tropo Records e quindi “Interface” è uno dei pezzi più particolari del repertorio, sicuramente.
CESARE: Per “Jointventures” mi stavi dicendo qualcosa su una campionatura di batteria.
RIKI: E’ un pezzo completamente surf la cui batteria è stata campionata spudoratamente da un disco dei Ventures, quindi fine anni Cinquanta, non vi dirò il titolo, andate a cercarvelo voi, può essere stuzzicante per la mente. Il gruppo si chiama Tagliatori di Teste, sempre per questo umorismo da spiaggia, insomma.
CESARE: Chi ci suona in questo gruppo?
RIKI: In questo gruppo non ci suona praticamente nessuno, per il fatto che è un altro dei progetti che mi è capitato in testa e volevo dargli l’esatta collocazione fisica e temporale quando ci sarebbero stati i mezzi necessari. Ho buttato giù qualche pezzo e ci ho suonato io la chitarra, il basso e campionando batterie, ci sono altri pezzi in cui ho fatto collaborare qualche altro, qualcuno anche controvoglia, infatti ho semplicemente rubato una registrazione infilandola a mio piacimento nel computer, e spero di riuscire ad allestire il gruppo per il 2010, questa è l’idea, è che manca il tempo e si fa fatica a trovare gente che abbia tempo.
CESARE: Gli Ustahiad sono attivi già da diverso tempo.
RIKI: Ustahiad è attivo dal 1999, ed è un altro dei progetti che ho sempre in testa, ogni tanto mi vengono delle idee, le registro, me le appunto in qualche modo, appena trovo dei collaboratori li ridefinisco, riarrangio e risistemo i brani. Si tratta sempre di stare nell’ambito della sperimentazione, quindi ci sono vari ambienti sonori, vari generi musicali che s’intrecciano o magari si confondono senza che fosse programmata la cosa. C’è sempre un po’ di punk, c’è sempre un po’ di psichedelia, c’è molto umorismo, c’è anche del jazz, c’è dell’elettronica, ci sono veramente tantissimi elementi di vari ascolti e varie idee che si fondono una volta che sono arrangiati i pezzi. Mi rendo anch’io conto di quello che è successo quando riascolto il brano, quindi è sicuramente un ambito rumorista, un po’ tranquillo in alcuni casi. Bisognerebbe farsene un’idea una volta ascoltati i brani.
CESARE: Un altro gruppo attivo già da diverso tempo è quello dei Fight Club.
RIKI: Qui si entra nel vero hardcore della Tropo Records, anche se con una nota un po’ dolente perché purtroppo il Fight Club si è sciolto, sto cercando disperatamente di fare uscire il CD, però il gruppo si è sciolto a settembre dell’anno scorso, sarebbe dovuto uscire un vinile, ma sciogliendosi il gruppo avevamo sistemato alcuni contatti con delle etichette per autoprodurre il disco in famiglia, ma con lo scioglimento del gruppo sembrava un po’ ridicolo farlo. Però il CD abbiamo in mente di farlo perché abbiamo registrato tutto, ci piace il risultato e vogliamo tenerlo buono.
CESARE: Quindi è un gruppo a cui tu tieni particolarmente, anche se si è sciolto.
RIKI: Ci teniamo perché era stata una parentesi di vita molto importante in generale anche extramusicalmente, per le cose che abbiamo fato, i concerti che abbiamo fatto, le cose che sono successe anche nel male, però è stato un periodo molto intenso e musicalmente lo ritrae anche abbastanza bene, la violenza di questi brani fanno una trascrizione abbastanza fedele non solo di certi nostri gusti musicali, ma anche di quello che stava succedendo nelle nostre vite e anche i testi un po’ lo rispecchiano.
Invece i Grand Guignol, nonostante sembra sempre che si sciolgano definitivamente, invece no e quindi di tanto in tanto suoniamo dal vivo e abbiamo ancora qualche pezzo inedito che ogni tanto salta fuori, e quindi cerchiamo di realizzare questo CD o miniCD che si chiamerà facilmente “Moloch”, visto che il gruppo qualche data la fa e quindi sembra il caso di smetterla di portare in giro sempre lo stesso CD che sono tre-quattro anni che gira, quindi adesso direi basta e cerchiamo di far uscire qualcosa di nuovo.
CESARE: Passiamo ai Totò Zingaro Blues.
RIKI: Sono amici miei, soprattutto il cantante, sono di Torino, uno o due dei membri di questo gruppo hanno suonato o suonano ancora con i Perturbazione, gruppo che comunque conoscono in tanti, Gigio appartiene al mondo dell’hardcorepunk torinese degli anni ’90. e Totò Zingaro parte in realtà come progetto di reading e di musica acustica dove Gigio suonava la chitarra e Domenico Mungo che, oltre che tifoso della Fiorentina è un giornalista, ha collaborato anche con Rumore, Mucchio Selvaggio e altre riviste del genere, leggeva parti del suo libro, poi il progetto si è evoluto, si è aperta la parentesi blues aggiungendosi altri musicisti, dove tutto ha preso una piega country-blues a livello di arrangiamento musicale, i pezzi sono più o meno i medesimi più altri pezzi nuovi, nel CD ci sono anche tutti i parlati, anzi i letti di Mungo e questo è quanto.
CESARE: Il nome dei Trimegisto ce lo siamo inventati praticamente…
RIKI: Al bar. E’ un progetto che è nato l’anno scorso e ne facciamo parte io e Sam, che è il batterista di Fabrice dei Sviluppina’s Band, abbiamo registrato cinque o sei brani a casa sua, anche questa è un’altra delle prossime uscite Tropo Records che sta per essere incanalata in un CD. Per il nome, non sapevo cosa fargli segnare al Cece sul fogliettino, e allora ho pensato al nome del fratello di Sam che è Ermete, Ermete Trimegisto era un alchimista e allora togliendo l’Ermete, semplificando è uscito Trimegisto. Poi magari rimane, adesso vedremo, appena vedo il Sam.
CESARE: Marcinkus vs. Quaalude…
RIKI: A proposito di nomi inventati, perché Marcinkus è il nome che avevo dato a uno dei progetti più recenti della Tropo Records di umorismo, tecno, elettronica, e Quaalude è uno dei progetti che adesso è sotto ghiaccio alla Tropo Records, probabilmente dovremo riprendere qualche registrazione, ma probabilmente farciremo i Quaalude con del Marcinkus o viceversa, quindi nelle previsioni nostre c’è quella di fondere la cosa. Questo progetto ha dentro anche dei connotati grind-core, però tutto sommato è pressoché elettronico, tecno e noise come dicevo prima, e Marcinkus vs. Quaalude è la descrizione migliore della cosa.