La vicenda giudiziaria che ha visto tra le persone coinvolte anche Gianpaolo Albertoni di Corteno Golgi era cominciata il 26 febbraio di sette anni fa e proprio in questi giorni giunge a definitiva conclusione. Albertoni, che lavorava come responsabile della Centrale Unica di Committenza dell’Unione delle Alpi Orobie Bresciane, aveva ricevuto la misura dei domiciliari insieme a una collega e a tre impresari di Malonno, mentre Stefano Gelmi, allora sindaco del paese, era stato destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Diciassette le persone coinvolte, secondo le accuse del Pm, in un giro di appalti truccati.
A vicenda conclusa, quattordici di loro sono state condannate a seconda della gravità delle accuse e dei percorsi scelti dagli stessi imputati, come patteggiamento della pena e riti abbreviati. Albertoni è una delle tre persone che sono state invece completamente assolte perché il fatto non sussiste: per lui ci furono dieci giorni di domiciliari e il pagamento di 25mila euro di risarcimento alle amministrazioni che sarebbero state danneggiate.
La sua vicenda si è conclusa proprio in questi giorni, con la restituzione dei soldi che aveva versato come provvisionale. In questi anni Albertoni ha continuato il suo lavoro come tecnico del Comune di Corteno Golgi, occupandosi di edilizia privata: dalla sua parte ha avuto non solo il sostegno della famiglia durante questi anni, ma anche il supporto della comunità, che tre anni fa lo ha eletto, come dimostrazione di fiducia nei suoi confronti, capogruppo della sezione locale degli Alpini.