Il Comune di Borno, a quattro mesi dall’ordinanza emessa dal sindaco Matteo Rivadossi che impone la chiusura totale del tratto finale di strada Vasp che porta al lago di Lova, fa il punto della situazione e analizza i possibili scenari futuri di un versante strategico delle montagne bornesi, tanto per le attività agricole estive quanto per il turismo.
Il tratto di strada che dalla località “Put de Pacì” sale verso il lago di Lova continua a non essere accessibile né ai veicoli né ai pedoni: se inizialmente il cedimento della carreggiata era stato tamponato con l’installazione di due rampe, al momento della chiusura della strada, a ottobre 2024, il cedimento della carreggiata misurava più di venti centimetri, allargandosi progressivamente: oggi è di quasi un metro.
Un punto che più volte è stato oggetto di interventi di consolidamento del versante: il Comune di Borno avrebbe speso, calcoli alla mano, oltre 1 milione di euro in 13 anni per la sistemazione di quell’area. I due interventi più importanti sono stati effettuati nel 2012, con la creazione di una paratia di sostegno alla strada per mezzo di micropali verticali, per un importo di 540mila euro, e nel 2022, con il rafforzamento del muro di sostegno e delle opere di drenaggio e l’installazione di palificazioni per ulteriori 380mila euro. Oltre a questi, il tratto ha visto vari interventi minori.
“In termini di efficacia, è chiaro che nessuno di questi interventi è stato risolutivo” ha affermato il sindaco affiancato dal responsabile del Servizio Gestione Territorio della Comunità Montana Gian Battista Sangalli, dal geologo Luca Albertelli e dal Consigliere delegato a Territorio e Montagna, Luca Re, convocando i media locali martedì mattina nel luogo in questione.
Qui l’esperto ha annunciato di aver redatto un progetto di monitoraggio dell’intero versante per un lasso temporale di 6 mesi candidato sul Bando Dissesti di Regione Lombardia per un importo complessivo di 189.900 euro. I risultati del monitoraggio geologico serviranno a trarre valutazioni puntuali sulla possibilità e la tipologia di intervento. “È chiaro che, sia il monitoraggio di medio periodo, sia l’eventuale possibilità di intervento, non danno soluzioni attuabili celermente, ovvero prima della stagione estiva” ha sottolineato il sindaco.
Le alternative? La forte pendenza dell’antica strada che dal Put de Pacì sale fino alla località Cambrusì non la rende idonea al transito veicolare. Si punta dunque alla sistemazione e messa in sicurezza del sentiero alternativo che dalla località Navertino passa per il Socol e raggiunge il lago dal lato della diga: sarà riservato ai conduttori di rifugi e ristoranti, malghe, baite e proprietari di fondi e terreni oltre che ai possessori di permesso di transito stagionale.
“La priorità oggi è garantire che le attività economiche coinvolte possano lavorare, che chi ha una baita o un terreno possa raggiungere le sue proprietà, che i turisti possano continuare a godere della bellezza dei nostri monti” ha concluso l’amministrazione di Borno, annunciando che nelle prossime settimane inizieranno i lavori per la realizzazione di 10 piazzole di scambio e per il consolidamento della pavimentazione.