Dal 2018 in Vallecamonica la parola “rebus” non indica solo qualcosa da risolvere, ma un’azione concreta che contiene già in sé la soluzione a un problema, quello dello spreco alimentare. “Rebus”, infatti, è l’acronimo di “Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente”, ovvero il nome del progetto lanciato dalle Acli di Vallecamonica che ha sempre più coinvolto attività commerciali, enti ed associazioni con un unico obiettivo: diffondere buone pratiche di consumo e risparmio alimentare, nell’ottica del punto 12 dell’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (quello relativo al dimezzamento dello spreco alimentare, appunto) e all’interno di una connessione tra cultura, lavoro, sociale ed ambiente che nella Laudato Sì di Papa Francesco dà forma al pensiero dell’”ecologia integrale”.

Ecco che, dunque, il progetto Rebus si muove fin dalla sua nascita per promuovere buone prassi di recupero delle eccedenze da destinare a chi è in difficoltà e contro lo spreco; creare reti e sinergie tra terzo settore, enti locali ed aziende e stimolare la cittadinanza ad essere attiva.

Ad oggi, i numeri sono promettenti: in sei anni il progetto ha permesso di recuperare 131mila kg di prodotti, la metà dei quali frutta e verdura, seguiti da pane, latticini, dolci vari e confezionati; a questi si aggiungono 12 tonnellate di eccedenze inadeguate al consumo umano, destinate all’alimentazione animale.

Nel corso degli anni sempre più attività hanno aderito: i numeri odierni parlano di diciotto punti vendita della grande distribuzione in tutta la Vallecamonica ed un esercizio commerciale, a Darfo; in aumento anche le associazioni coinvolte, in tutto ventisette, così come gli enti, otto.

Uno sforzo comune che ha permesso di raggiungere circa ottocento famiglie del territorio integrando con le eccedenze i pacchi alimentari loro destinati, oltre a cento persone ospiti di sei comunità residenziali. Rebus prosegue anche nel 2025, confermando alla propria attività anche quella di formazione nelle scuole, con “Riciclo e non Spreco”, progetto rivolto alle quarte e quinte della primaria e alle prime delle secondarie di primo grado, e con “Che Rebus… la spesa!”, un laboratorio per 38 classi e 552 alunni.

Le scuole saranno coinvolte anche in un concorso per l’ideazione di un messaggio contro lo spreco da utilizzare in una campagna di comunicazione. Torna anche “Bag-Il buono che avanza”, per recuperare il cibo non consumato nei ristoranti camuni, mentre a breve sarà avviato un tavolo di confronto con le istituzioni per ragionare sul recupero delle eccedenze nelle sagre popolari e nelle mense scolastiche.

[Nella foto: la presentazione di Rebus 2025 presso la sede della Cooperativa Azzurra, che si occupa dei ritiro delle eccedenze nei supermercati locali]

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